I paesi aderenti al Common Reporting Standard

Il Common Reporting Standard è l’accordo che i Governi di 52 Paesi (destinati ad aumentare a 92, tenuto conto di quelli che hanno dichiarato di volervi aderire entro il 2018) hanno siglato a Berlino il 29 Ottobre 2014,  ponendo sostanzialmente le basi per l’eliminazione del segreto bancario attraverso l’attivazione dello scambio automatico di informazioni.

E’ evidente che l’attivazione di questo strumento, unitamente ai trattati per lo scambio di informazioni già ratificati dall’Italia con una pluralità di altri Paesi, rappresenta un forte incentivo all’adesione alla voluntary disclosure: con l’adozione del Common Reporting Standard l’Amministrazione finanziaria potrà infatti acquisire agevolmente molti dati cui attingere per il controllo della posizione fiscale dei contribuenti.

 

Paesi che hanno già sottoscritto (29 ottobre 2014, Multilateral competent authority agreement) – scambio di informazioni attivo da:

Albania, Anguilla , Argentina, Aruba, Austria, Belgio, Bermuda, Cayman, Colombia, Corea, Croazia, Curacao, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Guernsey ,Islanda, Irlanda, Isola di Man, Isole Faroe, Isole Vergini Britanniche, Italia, Jersey, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Mauritius, Messico, Montserrat, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turks e Caicos, Ungheria.

Paesi che entreranno dal 2017:

Barbados, Cile, Dominica, India, Niue, Seychelles, Uruguay, Trinidad e Tobago

Paesi che entreranno dal 2018:

Andorra, Arabia Saudita, Australia, Bahamas, Belize, Brasile, Brunei, Canada, Cina, Costa Rica, Dar es Salaam, Grenada, Emirati Arabi, Hong Kong, Indonesia, Israele, Giappone, Isole Marshall, Macao, Malesia, Monaco, Nuova Zelanda, Qatar, Russia, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Samoa, Singapore, Sint Maarten, Turchia,